Libretto

Istituto Per I Beni Musicali In Piemonte - Vivaldi Edition

Antonio Lucio Vivaldi (1678-1741) - Griselda

Dramma per musica. Opera in three acts to a libretto originally written by Apostole Zeno, and revised by Carlo Goldoni.
The opera premiered at Teatro S. Samuele in Venice/Italy in May 1735. Finally Vivaldi succeeded to perform an opera at one of the most prestigious theaters in Venice. He wrote this opera as gift for his protegйe Anna Girт, and designed the title role for her.

Griselda, Wife of Gualtiero..............................................Marie-Nicole Lemieux (contralto)
Costanza, Princess, daughter of Griselda and Gualtiero, lover of Roberto........Verтnica Cangemi (soprano)
Ottone, Noble-man of Tessaly.........................................Simone Kermes (soprano)
Roberto, Prince of Athens, lover of Costanza...................Philippe Jaroussky (countertenor)
Gualtiero, King of Tessaly...............................................Stefano Ferrari (tenor)
Corrado, Brother of Roberto, friend of Gualtiero.................Iestyn Davies (countertenor)

Ensemble Matheus, conducted by Jean-Christophe Spinosi

Recorded in November 2005

Customer Review:
A Sensational Opera in a Stupendous Performance, January 22, 2007
By J Scott Morrison

I am not generally a major fan of baroque opera -- call me a Philistine! -- but I've been hooked by the spate of releases from the French label, Naпve, which, when it is finished, will present in 100 CD sets all of Vivaldi's works found in his music library at his death. And this includes all 49 of his operas! I was intrigued by this one because it tells the tale of 'patient Griselda' whose story comes down to us from folklore as retold in Bocaccio's Decameron and, more familiarly, in the 'Clerk's Tale' from Chaucer's Canterbury Tales. It's the story of a wife who displays incredible patience in the face of the many cruel tests of her loyalty that her husband puts her through. No need to retell that story here -- except to say that Vivaldi and his librettist Apostolo Zeno (with some revision by Carlo Goldoni) soften the villainy of the husband, Gualtiero.

The music Vivaldi provides is really more a showcase for some incredible singing and abundantly satisfying music. And that is in this performance in abundance. There is some almost superhuman coloratura on display here, and there is not a single weak performance. Outstanding in the title role is the rising Canadian mezzo (although she's listed in the booklet as a contralto), Marie-Nicole Lemieux. I've been quite impressed by her recordings, mostly on Canadian labels, with the exception of the one that featured music by Brahms. Lemieux is definitely more suited to baroque music and here she is simply sensational. Her 'Brami le mie catene' in Act I is a real showpiece with sudden starts and stops, dramatic outbursts alternating with meltingly beautiful cantilena. Just as fine is her Act II scena, 'No, non tanto crudeltа'. Argentinian soprano Verуnica Cangemi as Griselda's long-lost daughter Constanza is equally superb. Her second act aria, 'Agitata a due venti', is simply stunning. Simone Kermes is excellent as Griselda's rejected suitor, Ottone, and is especially notable for her management of the awkward register shifts in her Act III showpiece, 'Dopo un'orrida procella'. Tenor Stefano Ferrari is excellent as the husband, Gualtiero, although some of the incredibly difficult fioriture in his opening aria, 'Se ria procella', almost gets away from him. Countertenor Iestyn Davies delivers Corrado's Act II 'La rondinella amante' beautifully.

All of this would less effective if it weren't for the really superb orchestra, Ensemble Matheus, under conductor Jean-Christophe Spinosi's alert and sensitive guidance. The sound of the original-instruments orchestra is suitably dulcet or dramatic as required. All in all this is one of the best baroque opera recordings I've ever heard. I recommend it unhesitatingly, even for those who think they don't like baroque opera.

Atto primo
Griselda


ATTO PRIMO


Scena prima


Luogo magnifico della reggia destinato alle pubbliche udienze.

Gualtiero in trono. Popolo.

GUALTIERO
Questo, o popoli, e il giorno, in cui le leggi
da voi prende il re vostro. A voi fa sdegno
vedermi assita accanto
donna tratta da boschi,
donna avvezza a vestir rustico ammanto.
Tal Griselda a me piacque,
tal la sdegnate; alfine
miro lei co' vostr'occhi
decretato e il ripudio, e voi ne siate
giudici, e spettatori; or, che la rendo
alle natie sue selve,
col vostro amor quel del mio core emendo.

Scena seconda

Griselda, e detto.

GRISELDA
Eccoti, sire, innanzi
l'umile tua serva.


GUALTIERO E grave
l'affar, per cui sul primo albor del giorno
qui ti tragge Gualtier.

GRISELDA Tutta quest'alma
pende da labbri tuoi.
GUALTIERO Siedi.

GRISELDA
Ubbidisco.

(siede)

GUALTIERO Il ripeter ci giovi
gl'andati eventi. Dimmi.
Qual io fui, quel tu fosti.

GRISELDA
(Alto principio!)
In vil tugurio io nacqui,
tu fra gl'ostri reali.


GUALTIERO
Era il tuo incarico...

GRISELDA
Pascer gl'armenti.


GUALTIERO Il mio...
GRISELDA Dar leggi al mondo.
GUALTIERO Come al soglio salisti?
GRISELDA Tua bonta fu, cui piacque
sollevarmi dal pondo
della mia poverta vile, ed abietta.
GUALTIERO Cosi al regno ti ammisi.
GRISELDA E fui tua serva.
GUALTIERO Tal ti accolsi nel letto.
GRISELDA Ed io nel core.
GUALTIERO (Meritar men d'un regno
non dovea tanta fede, e tant'amore.)
Prole avemmo?
GRISELDA Una figlia.
GUALTIERO E tolta questa
ti venne dalla cuna.
GRISELDA E piu non ebbi, oh dio! notizia alcuna...
GUALTIERO Quant'ha?
GRISELDA Quindici volte
compi d'allor l'annua carriera il sole.
GUALTIERO Ti affliggesti?
GRISELDA Fu legge
al mio duol il tuo cenno.
GUALTIERO Io fui per essa
a carnefice e padre.
GRISELDA Era tuo sangue,
e versar lo potevi a tuo piacere
GUALTIERO E m'ami ancor crudel?
GRISELDA Meno amar, io
non potrei, s'anco versassi il mio.
GUALTIERO Alfin...
GRISELDA Nacque Everardo
unica tua delizia.
GUALTIERO In si gran tempo
ti spiacqui? t'oltraggiai?
GRISELDA Grazie sol n'ebbi.


Atto primo
Griselda


GUALTIERO
Di quanto feci io non mi pento. Il cielo
testimonio mi sia. Ma pur conviene
che i miei doni ritratti. Il re talvolta
dee servire a vassalli, e seco stesso
per serbarne il dominio esser tiranno.

GRISELDA
Dove tu imperi ogni ragion condanno.

GUALTIERO
La Tessaglia, ov'io regno,
ubbidirmi ricusa. Ella mi sgrida
che i talami reali abbia avviliti
con sposare Griselda, e non attende,
da boschi, ove se' nata, il suo monarca.
A chiamar m'ha costretto
sposa di regio sangue al trono, al letto.

GRISELDA
La provincia vassalla
tanti lustri soffri me per regina,
ed or solo mi sdegna?


GUALTIERO
Ella e gran tempo,
che ricalcitra al giogo. Io gia svenai
di stato alla ragion la cara prole
gl'odi alquanto sopi, ma non estinte
or, che nacque Everardo, impaziente
torna all'ire, e m'insulta.

GRISELDA
S'Everardo sol rompe
tai bei nodi d'amor; dunque Everardo...


(s'alza)

Ah no... Griselda mora.
Son moglie e ver, ma sono madre ancora.


GUALTIERO
Moglie gia piu non sei.

GRISELDA
Mi condona, o mio re, se troppo chiesi,
e se troppo tardai
forse a renderti un nome a me caro.
Il tuo voler dovea
esser norma al mio affetto. Ecco mi spoglio
il diadema, e lo scettro, e a quella destra,
che me 'l cinge, e me 'l diede
riverente il ritorno.

GUALTIERO
(Alma resisti.)

GRISELDA
Se ti piaccio in tal guisa
nelle perdite ancor trovo gl'acquisti.


Scena terza

Ottone e detti.

OTTONE Signor or ora al porto
giunta e la regia sposa.
GUALTIERO Giunta e la regia sposa? Addio Griselda.
GRISELDA Cosi tosto mi lasci?

GUALTIERO
Atteso io sono.

GRISELDA
Almeno un solo sguardo
volgimi per pieta.


GUALTIERO
Troppo mi chiedi.

GRISELDA Dunque Gualtiero addio.
GUALTIERO Ti lascio (quasi dissi: idolo mio).

GUALTIERO

Se ria procella
sorge dall'onde
saggio nocchiero
non si confonde
ne teme audace
l'onda del mar.

Serve il consiglio
di guida al forte
e della sorte
nemica infesta
ogni periglio
sa superar.

Scena quarta

Ottone, Griselda.

GRISELDA
Ecco il tempo, in cui l'alma
dia saggio di te stessa.


OTTONE
Regina, se piu badi
piu regina non sei.


GRISELDA
(Costui quant'e importun!)


OTTONE
Sulle tue chiome
la corona vacilla.
A serbartela Ottone e sol bastante,
fido vassallo, e cavaliero amante.


GRISELDA
Chi mi toglie il diadema
mi ritoglie un suo don. Se perde il capo
l'insegne di regina, a me costante
resta il cor di Griselda.

OTTONE
Io se l'imponi
anch'in braccio a Gualtiero
svenero chi ti toglie
il nome di regina, e quel di moglie.


GRISELDA
Iniquo, e lo potresti? e tal mi credi?

OTTONE
Pensa, ch'in un rifiuto
perdi troppo.


GRISELDA
Che perdo?

OTTONE
Regno.

GRISELDA Che mio non era.

OTTONE
Grandezze.

GRISELDA Oggetto vile.
OTTONE Sposo.

GRISELDA Che meco resta
nell'alma mia scolpito.

OTTONE
Figlio.

GRISELDA
Me 'l diede il cielo, ed ei me 'l toglie.
Ah, che pur troppo io sento
nel lasciarti, Everardo,
delle perdite mie tutto il tormento.

OTTONE
Un tuo sguardo, Griselda,
da tempra a questo ferro, ed un sol colpo
tronchera i tuoi perigli, e se'l ricusi
forse ti pentirai. La mia pietade
mal conosci, Griselda, e verra un giorno,
che sordo a tuoi lamenti,
anch'io mi ridero de tuoi tormenti.

GRISELDA
Che favellar e il tuo? l'amor lo sdegno
troppo confondi, ed oltrepassi il segno.


GRISELDA

Brami le mie catene,
e mi rinfacci.
Piangi delle mie pene
e poi minacci?
Credimi, tu sei stolto
e non t'intendo.

Tu sai, ch'io son fedele
al mio primo affetto
ne mai saro crudele
al primo oggetto
ti lagni ancor,
ne la ragion comprendo.

Scena quinta

Ottone solo.

Troppo avvezza e Griselda
tra le porpore, e 'l fasto.
Adito non le lascia a' miei sospiri.
Ma forse col diadema
deporra la fierezza,
e lontana dal soglio
avra forse pieta del mio cordoglio.


OTTONE

Vede orgogliosa l'onda
conosce il mare infido
e pur l'amata sponda
saggio nocchier ardito
spera di ribaciar.

Cosi quest'alma amante
adonta del rigore
non teme, non paventa
costante nell'amore
alfin piu bella sorte
spera di ritrovar.


Atto primo
Griselda


Scena sesta

Roberto e Costanza.

ROBERTO
Costanza, eccoti in porto,
questa, che premi e la Tessaglia, e questa
e l'alta reggia, ove Gualtiero attende
leggi dal ciglio tuo per darle al mondo.


COSTANZA
Ah Roberto, Roberto!

ROBERTO
Tu sospiri! ed accogli
mesta le tue grandezze?


COSTANZA Io mi torrei
piu volentieri viver privata, e lunge
da quella reggia a me di gioie avara
pur che di re, tu di me fossi.

ROBERTO
Oh cara!

COSTANZA
Un solo de tuoi sguardi
val piu d'ogni grandezza

ROBERTO
Ah, che un sol lampo appena
dell'aureo scettro. e del reale ammanto
ti verra a balenar sulle pupille,
che ti parra a quel lume
vile l'amor, che per me t'arde, e cinta
di corone le chiome
accosterai all'udito
non lascerai pur di Roberto il nome.


COSTANZA
Poco incredulo, poco
il mio cor tu conosci,
e pur tutto il possiedi. Al Cielo, ai numi
giuro, che piu...

ROBERTO Deh taci.
Col grado cangierai sensi, e costumi.


COSTANZA
Andiam ora. se vuoi.
Ov'e meno di rischio, e piu pace
verro, se pur ti piace.

ROBERTO
No, no; regina nel mondo
come nell'alma mia; si vil non sono
ch'a difender dal trono io t'esortai,
non t'amerei, se a prezzo tal ti amassi.


COSTANZA
Pensa, che giunta al regno, e altrui consorte
mi vieteran d'amarti,
per tuo, per mio castigo, onore, e fede.


ROBERTO
Lo so, ma pur desio
piu la grandezza tua, che il piacer mio.

COSTANZA
Poscia in van ti dorrai.

ROBERTO La tua beltade,
che pur amo, e non spero,
piu che degna di me, degna e d'impero.

Scena settima

Gualtiero, Corrado, e detti.

GUALTIERO
L'arcano in te racchiudi.

(piano a Corrado)

CORRADO
E mia cura obbedir.

GUALTIERO
Bella Costanza!

COSTANZA
Mio re.

GUALTIERO
Qual mai ti stringo? e qual nel core
mi nasce in abbracciarti
tenerezza, e piacer figli d'amore?

COSTANZA
Signore da tua bonta l'alma sorpresa
tace, e i timidi affetti
piu, ch'il mio labbro il suo tacer palesa

ROBERTO
(Soffri o misero cor.)

COSTANZA
(Mesto e il germano.)

GUALTIERO
Ormai vien meco a parte
di quello scettro, e di quegl'ostri, o bella
che in benefico influsso,
gia destinaro al tuo natal le stelle.
Tu pur verrai Roberto,

o di ceppo real germe ben degno.
Oggi da voi riceva
ornamento la reggia, e gioia il regno.
ROBERTO
Gran re, troppo mi onori.

GUALTIERO Andiam: piu non s'indugi idolo mio.

(parte)

COSTANZA
(a Gualtiero)

Seguo il tuo pie.

(a Roberto, che lei si accosta)

Prence...

ROBERTO
Regina...

COSTANZA E Addio.
ROBERTO


ROBERTO


CORRADO
ROBERTO


COSTANZA

Ritorna a lusingarmi
la mia speranza infida
e amor per consolarmi
gia par, che scherzi, e rida
volando, e vezzeggiando
intorno a questo cor.

Ma poi se ben altiero
il pargoletto arciero
gia fugge, e lascerai l'armi
a fronte del timor.

Scena ottava


Roberto, e Corrado.

German, s'avevi a tormi
l'amabile costanza
perche sin da prim'anni
non mi vietavi d'amarla? Io l'ho perduta
altro ben non mi resta, e non mi lice
saperlo piu.

Roberto.
Pria, che termini il di sarai felice.

Quai lusinghe? Si chiara
e la perdita mia, che il dubitarne
sarebbe inganno. Al regio sguardo ahi troppo
piacque la mia Costanza. Ed a chi mai
non piaceria quel volto?
Sol per mio mal le stelle

o pupille adorate
facean me cosi amante, e voi si belle.
ROBERTO

Estinguere vorrei
la fiamma ond'io sospiro,
ma se quegl'occhi miro
ritorno a sospirar.

Deh per pietade, oh dei,

o scemate in me l'amore,
o cangiate quel rigore,
ch'e cagion del mio penar.


AA. VV. / A. Vivaldi, 1735
Atto primo


Scena nona


Corrado, poi Griselda.

CORRADO
Infelice Roberto ancor non sa.
Ma Griselda s'avanza; il regio cenno
s'adempisce cosi.


GRISELDA Numi del cielo,
che fia di me?


CORRADO Griselda,
vanne fuor della reggia, il re l'impone.


GRISELDA
Vuol ch'io parta Gualtier senza, ch'il miri?

CORRADO
Deh tosto...

GRISELDA Io qui l'attendo. E tu, se nulla
ti muovono a pieta le mie querelle...


CORRADO
Che far potrei?

GRISELDA Recarmi il figlio, ond'io
nell'ultimo congedo
possa imprimere almeno
su quel tenero labbro un bacio solo.


CORRADO
Si si, vuo compiacerti.
(Chi pieta non avria di tanto duolo!)


(parte)

Scena decima


Griselda, poi Corrado con Everardo, poi Ottone nascosto.

GRISELDA
Misera in quante guise
m'assale il crudo fato
ah sposo ah figlio! ah mio destin spietato.


CORRADO
Ecco Griselda il figlio,
te 'l concedo un momento,
t'uso questa pieta con mio periglio.


GRISELDA
Everardo, o soave
frutto dell'amor mio
in te gia di quest'alma
bacio una parte; bacio
l'immagine adorata
del mio Gualtiero, e in un sol punto io sento
rallentarsi il rigor del mio tormento.
Labbro vezzoso, e caro...

CORRADO
Basta.

GRISELDA
Ancora un momento...

CORRADO
Non posso.

GRISELDA
Ahime! La vita
toglimi ancor.

CORRADO
In vano.

GRISELDA
Chi e di cor si spietato,
che neghi ad una madre un dolce amplesso?

OTTONE Il tuo Gualtiero istesso.
GRISELDA Da labbro piu odioso
giunger non mi potea nome piu caro.
OTTONE Io pietoso te 'l lascio.
CORRADO (Che stravaganza e questa!)

GRISELDA
Ricuso il dono.

OTTONE Ingrata,
in pena del tuo sdegno
questo t'involero tenero pegno


(parte con Everardo)

Scena undicesima

Griselda, e Corrado.

GRISELDA
Ferma, t'arresta (oh dio!) rendimi il figlio.
Corrado per pieta segui l'indegno
misera! il figlio mio...

CORRADO Sulla mia fede
riposa pur: non perira.
GRISELDA Qual via
troverai per salvarlo?

CORRADO A me la cura
di cio lasciarne dei: vivi sicura.


CORRADO

Alle minacce di fiera belva
non si spaventa buon cacciatore
le rete stende, o impugna l'arco
cauto l'attende a certo varco,
e se ritorna, morte le da.

Vivi sicura, che chi t'offende
paghera un giorno la giusta pena:
hai l'innocenza, che ti difende,
spera, ch'il fato si cangera.

Scena dodicesima


Griselda sola.

Infelice Griselda!
Che piu temer poss'io?
Ah che non veggio
la ragion disperar. Tutte a miei danni
congiurano le stelle; abbandonata,
tradita, vilipesa,
ho perduto la pace, e il mio riposo.
Ahi destino crudele! ahi figlio! ah sposo.


GRISELDA

Ho il cor gia lacero
da mille affanni
empi congiurano
tutti a miei danni
vorrei nascondermi
fuggir vorrei
del cielo i fulmini
mi fan tremar.

Divengo stupida
nel colpo atroce
non ho piu lagrime
non ho piu voce
non posso piangere
non so parlar.


ATTO SECONDO


Scena prima

Appartamenti reali.
Costanza, e Corrado.

CORRADO Dimmi, come amorosa
a Gualtier corrispondi?
COSTANZA Con quell'amor, che si convien a sposa.
CORRADO E quel d'amante a cui riserbi?
COSTANZA Ahime!

CORRADO Non arrossirti: parla.
Piu, che Gualtiero ami Roberto.
COSTANZA Oh dio!
L'amai pria col tuo core, e poi col mio.
CORRADO Ed ora?

COSTANZA Ho per lo sposo
tema, e rispetto. Il suo diadema inchino,
la sua grandezza onoro,
stimo il suo grado, e sol Roberto adoro.

CORRADO
Non ti affligger, Costanza, e chi ti vieta
d'amare ancor Roberto?

COSTANZA
Son moglie.

CORRADO Ancor di sposa
non giurasti la fede.

COSTANZA
Ah che onor me 'l divieta.

CORRADO
E amor te 'l chiede.

CORRADO

La rondinella amante
lungi dal proprio nido
serba costante, e fido
al suo diletto il cor.

Non e possibil mai
cacciar dal proprio petto
il radicato affetto
il primo dolce amor.


Scena seconda

Costanza, poi Roberto.

COSTANZA
Pria, che d'amar ti lasci
la vita lascero, dolce mio bene.
Ecco, ch'ei vien. Mi giovi
il finger crudelta per le sue pene.

ROBERTO
Mia Costanza... tu neghi
al tuo fedel Roberto
anche d'un guardo il misero diletto?


COSTANZA Sdegna amore il mio grado, e vuol rispetto.
ROBERTO Infelice amor mio, non v'e piu speme.
COSTANZA Udisti?

ROBERTO Udii: regina...

COSTANZA
Or che chiedi?

ROBERTO
Inchinarti.

COSTANZA
Altro?

ROBERTO Non piu.

COSTANZA
Rispetta il grado, e parti.

ROBERTO
E si tosto obliasti
l'amor?


COSTANZA Regina, e moglie
in amore, o Roberto
piu non devo ascoltar, ch'il re mio sposo.

ROBERTO
(Mie tradite speranze.)

COSTANZA
(Foste almeno Gualtier cosi vezzoso!)

COSTANZA

Agitata da due venti
freme l'onda in mar turbato
e'l nocchiero spaventato
gia s'aspetta naufragar.

Dal dovere, e dall'amore
combattuto questo core
non resiste; par, che ceda,
e cominci a disperar.


Scena terza

Roberto solo.

E nel cuor di Costanza
cosi l'antica fiamma, il forte laccio
langui? s'infranse? al fasto
cede l'amore? Spergiura...
Ma di che mi querelo?
Di che mi dolgo? Ella e regina, e sposa.
Non si pianga il suo grado.
Nell'amor di Costanza
sia conforto e mercede
la gloria dell'amar senza speranza.


ROBERTO

Dal tribunal d'amore
il misero mio core
giustizia non desia,
ma sol pietade.

Di tal felicita
privar quella belta
sara empietade.

Scena quarta


Campagna con veduta d'una capanna da un lato.
Griselda in abito di pastorella con dardo.

GRISELDA
Andiam Griselda, andiamo
ove il rustico letto in nude paglie
stanca m'invita a riposar per poco;
e la scordando alfine
Gualtier non gia, ma la real grandezza
al silenzio, e alla pace il duolo avvezza.

Scena quinta


Ottone, e detta poi Corrado.

OTTONE Ferma Griselda.


GRISELDA (Che importuno!)
OTTONE Ancora
torna a pregarti, o cara un che t'adora.
Pieta, ben mio, pietade.
Ch'e troppo grande rigore
vibrar dardi di sdegno
a chi ti porge incatenato il core.
GRISELDA Qual pieta mi si chiede?
OTTONE Quella, che merta alfine amor, e fede.
GRISELDA Indegno.

OTTONE E che? Ti chiedo
dono, che sia delitto?
Col ripudio real libera torni
dal marital tuo letto.
Io te n' prometto un altro
non men casto, e piu fermo.
Anch'in rustico ammanto, anche fra boschi
ripudiata, sprezzata
ti bramo in moglie; e se non porto in fronte
l'aureo diadema, io conto
piu re per avi, e su piu terre anch'io
ho titoli, e comandi.

GRISELDA
Ottone, addio.

OTTONE
E 'l tuo figlio?

GRISELDA
Ah! che ancor il dolce nome
mi richiama pietosa.

OTTONE
Ascolta: o a me sposa
dia la fede Griselda, o mora il figlio.


GRISELDA
Ah traditor! Son questi

d'alma ben nata i vanti?

Dove, o crudo, apprendesti

si spietato consiglio?

Si barbara empieta? Rendimi il figlio.

OTTONE
Il figlio non si rende,
che cadavere esangue.


GRISELDA
Ah Ottone! Ah figlio! Ah sangue!

Lassa! che fo? che penso?

Saro infida a Gualtiero? ah! che non deggio.

Saro crudele al figlio? ah! che non posso.

Ed egualmente io veggio

nell'istesso periglio

l'alma mia, la mia fe: rendimi il figlio.

OTTONE
Vuo consolarti: ola. Mira Griselda
il tuo vago Everardo.


Viene Everardo condotto da una Guardia.

CORRADO
(Eterni dei, che miro!)

GRISELDA
Oh d'un seno infelice

parto piu sventurato.

Per toglierti al tuo fato

tu vedi, o figlio, esser conviemmi infida;

purche non cada estinto

Everardo il mio bene, in me s'uccida,

di Griselda la fede. Ottone hai vinto

prendi la destra.

CORRADO
(Cede forse Griselda?)

OTTONE
Oh cara!

GRISELDA Ah no; fui prima

moglie, che madre; al mio Gualtier si serbi

sempre l'istessa fe dell'alma mia.

OTTONE
Deliri ancor?

GRISELDA
Va' pur, sazia l'ingorda

sete della sua morte.

Questo agl'altri tuoi fasti

aggiungi, o crudo, e ti dia pregio, e vanto

il narrar, che versasti

d'un figlio il sangue alla sua madre accanto.

Mira, ch'il colpo attende

quel misero innocente.

Ardisci pur. Non sente

ben l'altrui crudelta chi non l'intende.

E tardi? Il tuo contento

cosi differir puoi?

Su via s'altro non vuoi,

che del mio figlio il sangue

trafiggi, impianga; e se a ferir quel seno

il tuo ferro non basta

prendi un altro ancora.

(getta il dardo)

Fida la madre viva, e il figlio mora.

CORRADO
(Si deluda l'indegno.) E si ostinata
con chi t'ama fedel sarai Griselda?


OTTONE
Amico.

CORRADO In tuo soccorso

(ad Ottone)

avrai Corrado ancor.


GRISELDA Come! congiura
Corrado a' danni miei? quest'e la fede,
che serbi al tuo signore?

CORRADO
Gualtier ti sprezza,
Ottone ti desia.
Se saggia sei, la prima fiamma oblia.

OTTONE
Non giovano lusinghe,
la forza valera.


CORRADO Femmina ingrata
cederai tuo mal grado.

GRISELDA Indegni, entrambi,
no, non mi spaventate;
tanto ho valor nel petto,
che resister mi basta a tanti oltraggi.
Scellerati ministri, empi, malvagi.

GRISELDA

(ad Ottone)

No, non tanta crudelta.

(a Corrado)

Deh, ti muova almen pieta
d'un infelice figlio.

(ai due)

Spietato, tiranno!

(ad Ottone)

Presto ti pentirai.

(a Corrado)

Ben presto piangerai.

(ai due)

Mirate, che gia cade
il folgore dal ciel.

Di mie sciagure, o barbari
per poco gioirete
il figlio mio prendete;
egli dal ciel aspetta
la sua, la mia vendetta.

(ad Ottone)

Sarai punito o perfido.

(a Corrado)

Si lo sarai crudel.


Scena sesta

Corrado, Ottone.

OTTONE
Sprezzami quanto sai, vedrai superba
quanto sia il mio poter; sentimi amico
gia destino rapirla. Io mentre all'opra
raccolgo i miei, tu col real bambino
riedi alla reggia, e taci.


CORRADO
Della mia fe sei certo.
(Si deluda l'inganno, or ch'e scoperto.)

(parte col figlio)

Scena settima

Ottone solo.

Perdonami Griselda
se coll'amor t'offendo; il foco ond'ardo
tu m'accendesti in sen. Spegner non posso
questa nel petto mio fiamma rubella.
Troppo amante son io, tu troppo bella.

OTTONE

Scocca dardi l'altero tuo ciglio
e piagando quest'anime alleta;
il mio core comprende il periglio,
ma costante non fugge; l'aspetta
volontario si lascia piagar.

Cosi suol volontaria nel lume
farfalletta le tenere piume
saltellando sovente abbruciar.

Scena ottava

S'apre la capanna.
Costanza, Roberto, Griselda che dorme.

COSTANZA
Fuggi.

ROBERTO Perche?


COSTANZA Non posso
senza colpa mirarti: il re, mio sposo,
qui s'aggira d'intorno.

ROBERTO E dovro dunque
morir cruda Costanza,
senza il dolce piacer d'un de' tuoi sguardi?

COSTANZA
Non tormentarmi piu.

ROBERTO Dimmi, spergiura,
ti scordasti di me?

COSTANZA No, che pur troppo
t'adoro ancor.

ROBERTO
Mia vita...

COSTANZA (Ah, che diceste mai labbri loquaci!)
ROBERTO Dunque amarti poss'io?

COSTANZA
Ma soffri, e taci.

ROBERTO

Che legge tiranna!
Che sorte spietata!
A che mi condanna
un'anima ingrata
un barbaro cor!

Crudel, tacero.
Ma pensa che questo
silenzio molesto
a un misero amante
e troppo dolor.

Scena nona

Griselda, che dorme. Costanza.

COSTANZA
Sola sebben mi lasci, non rimango,
Roberto. Anco entro a quella
vil capanna... Che miro!
Donna sul letto assisa, e dorme, e piange.
Come in rustico ammanto
volto ha gentil!
Sento, in mirarla, un forte
movimento dell'alma. Entro alle vene
s'agina il sangue; il cor mi balza in petto.

GRISELDA
Vieni...

(dormendo)


COSTANZA M'apre le braccia, e al dolce amplesso
il suo sono m'invita.
Non resisto piu, no.

GRISELDA
Diletta figlia.

(si risveglia)

Ahime!

COSTANZA Non temer ninfa.
(Il piu bel del suo volto apri negl'occhi.)

GRISELDA
(Siete ben desti o lumi?
O tu, pensier, m'inganni?)

COSTANZA
Come attenta m'osserva!

GRISELDA
(All'aria, al volto
la raffiguro: e dessa.
Troppo nel cor resto l'imago impressa.)

COSTANZA
Cessa di piu stupirti.

GRISELDA E qual destino
ti trasse al rozzo albergo
donna real, che tal ti credo?

COSTANZA Io stanca
del segui cacciatrice il re mio sposo
a riposar qui venni.

GRISELDA
Stanza e questa di duol, non di riposo.

COSTANZA
Prendera ognora pietosa
le tue sciagure a consolar Costanza.

GRISELDA Tal'e il tuo nome?
COSTANZA Appunto.

GRISELDA
Costanza avea per nome,
e le sembianze avea cosi leggiadre
l'uccisa figlia mia.

COSTANZA
Povera madre.

GRISELDA
E il tuo sposo?

COSTANZA E Gualtiero,
che alla Tessaglia impera.

GRISELDA
Ben ne sei degna (ingannator mio sogno:
penso in tenero laccio
stringer la figlia, e la rivale abbraccio).


Scena decima

Gualtiero, e detti.

GUALTIERO De tuoi bei sguardi, o cara, indegno e troppo
questo antico sito.
COSTANZA Illustre, e degno
la sua gentile abitatrice il rende.
GUALTIERO Anche qui vieni a tormentarmi, o donna?
GRISELDA Mio re, non e mia colpa.
Questo e il povero mio soggiorno antico.
GUALTIERO Piu non dirmi tuo re, ma tuo nemico.
COSTANZA Se i prieghi miei, del tuo favor son degni...
GUALTIERO E che non puo Costanza
su questo cor?

COSTANZA Concedi
che piu dal fianco mio costei non parta.
Nella reggia, ne boschi, ovunque io vada
mia sia compagna, o serva.

GUALTIERO A te serva costei? chi sia t'e noto.
COSTANZA Se miro a'panni e vile,
nobil se al volto.
GUALTIERO E questa
quella un tempo mia moglie,
che amai per mia sciagura. Alzata al trono
perche ne fosse eterna macchia.
GRISELDA (Oh dio!)

COSTANZA Griselda?

GUALTIERO
Ah piu non dirlo. Anche al mio labbro
venne il nome aborrito, e pur lo tacque...
Piu ignobil moglie....

GRISELDA
(E piu fedel.)

GUALTIERO
...non nacque.

COSTANZA
Si vile, oscura sia, con forza ignota
un amor non inteso a lei mi stringe.


Scena undicesima

Corrado con Soldati, e detti.

CORRADO
Avvisato che Otton
ver questa parte
volger dovea con gente amata il piede,
co' tuoi fidi v'accorsi.

GUALTIERO
Ottone armato! Ed a qual fine, o prence?

CORRADO
Per rapire Griselda.

GUALTIERO
Rapirla?

CORRADO E all'opra or ora
si accinge.


GRISELDA E questo ancora?

COSTANZA
Del temerario accesso
si punisca l'indegno.


CORRADO
E mora Ottone, il rapitore indegno.

GUALTIERO
Dia luogo ognun. Che perdo
se rapita e Griselda?

CORRADO
Tanto rigor?

GUALTIERO
Cosi mi giova.

COSTANZA
Ed io...

GUALTIERO L'abbandona al suo fato.

COSTANZA
Troppo e crudel il tuo signore, e 'l mio.

(a Griselda)

GRISELDA
Ed e ver?...

GUALTIERO Ti allontana.

(a Costanza)

GRISELDA
Non lasciar, che in tal sorte
ti tolga altri l'onor della mia morte.


GUALTIERO

Tu vorresti col tuo pianto,
co' sospiri aver il vanto
di svegliar in me pieta.

L'alma tua mentre sospira
emendar del fato l'ira
col suo duolo ancor non sa.

(partono tutti fuor che Griselda)


Scena dodicesima

Griselda, poi Ottone con Gente armata.

GRISELDA
Ecco Otton: sola, inerme che far posso?
Il mio dardo sia almeno la mia difesa.


OTTONE Qual difesa a te cerchi?

GRISELDA
Empio, vien pure
a svenar dopo il figlio anche la madre.


OTTONE Segui il mio pie.

GRISELDA Piu tosto
di' ch'io vada alla tomba.
OTTONE E che far pensi?
GRISELDA Cio, che puo far cor disperato, e forte:
darti o ricever morte.
OTTONE Ora il vedremo.
GRISELDA Ti scosta, o questo dardo
t'immergero nel core.
OTTONE Bella vi aperse altre ferite amore.
GRISELDA Numi, soccorso, aita.
OTTONE Su, miei fidi, eseguite: il re l'impone.


Scena tredicesima

Gualtiero con Soldati, Costanza, e detti.

GUALTIERO
L'impone il re? Sei troppo fido Ottone.

OTTONE (Il re? Barbara sorte!)

GUALTIERO
E da leal vassallo il far, che l'opra
al comando preceda.
Giusto non e ch'io lasci
senza premio il tuo zelo.

GRISELDA
Scudo tu fosti all'innocenza, o cielo.

GUALTIERO
Soldati alla mia reggia Otton si guidi.
In amico soggiorno,
Otton, si cinge inutilmente il brando;
puoi deporlo in mia mano.

OTTONE Eccola a' piedi tuoi. (Fato inumano!)

(parte con le guardie)


Scena quattordicesima

Gualtiero, Griselda, Costanza.

GRISELDA Qual grazie posso?...
GUALTIERO Alla pieta le rendi
non di me, di Costanza.
GRISELDA Ah, si crudele
Gualtier con me!

GUALTIERO Parla con piu rispetto.
GRISELDA Sire, pieta, perdono.
COSTANZA Lo merta ben.

GUALTIERO Pensa chi sei, chi sono.

GRISELDA Non piu regina, ma pastorella
non son tua sposa, saro tua ancella.
COSTANZA Dona alla misera qualche pieta...
che ben lo merta sua fedelta.
GUALTIERO Guardami, e trema: sono il tuo re.
GRISELDA E Pieta! Merce!
COSTANZA
GRISELDA Sentimi!
GUALTIERO Taci.
COSTANZA Mirala.
GUALTIERO In vano.
GRISELDA E Che ria sentenza!
COSTANZA

Che fier dolor!

GRISELDA, COSTANZA Che gran violenza
E GUALTIERO

sento al mio cor.

GRISELDA Non ti rammenti del primo affetto?
GUALTIERO No, sei mia serva.
COSTANZA Fu nel tuo letto.

GRISELDA Vezzosa, e bella tu m'appellasti.
GUALTIERO Non sei piu quella,
tanto ti basti.
GRISELDA, COSTANZA Variano i fati,
E GUALTIERO

varia l'amor.


Variante inizio scena nona

Variante di Torino.

Griselda, che dorme. Costanza

COSTANZA E deliquio di core

o stanchezza di pianto
quella ch'ora vi opprime, o mie pupille?
Sonno non e, che quando e il cor doglioso
non e nostro costume aver riposo.
COSTANZA

Sonno, se pur sei sonno, e non orrore
porgi qualche contrario al mio dolore.

(s'addormenta)


ATTO TERZO


Scena prima

Camera di Costanza.
Roberto, Costanza.

ROBERTO
Risoluta e quest'alma...

COSTANZA
Di partir?

ROBERTO Dall'indugio
non attendo che morte.


COSTANZA
Tu partir, o Roberto,
da questa reggia, ove il tuo cor mi lasci,
e d'onde il mio t'involi?

ROBERTO
Una regina e moglie,
che da me puo voler? Vederne i pianti?
Ascoltarne i sospiri?
Oh d'un'alma crudel barbari vanti!

COSTANZA
Onor, nume tiranno,
offensor di natura, a che m'astringi?
Va' pur, Roberto, e poiche rea mi lasci,
sappi tutto il mio errore:
d'altri sia questa man, tuo questo core.

ROBERTO
Cessa d'amarmi, o taci;
e portero lontano,
se non piu lieto, almen piu ratto il piede.
Gran lusinga all'indugio e la tua fede.

COSTANZA
Parti.

ROBERTO Ti lascio, o cara.

COSTANZA
Amor che dal mio sen l'alma dividi...

ROBERTO E
O per sempre ne unisci, o qui m'uccidi.

COSTANZA

Scena seconda

Griselda, Corrado, e detti.

GRISELDA
E per sempre v'unisca, amati fidi.

COSTANZA
Griselda?

ROBERTO (Ahime!)


GRISELDA
Con si soave affetto
vai consorte allo sposo?
Con si onesto rispetto
vieni amico alla reggia?
E questa, e questa
dell'imeneo la fede?
Dell'ospizio la legge?
Nel di delle tue nozze,
nel tuo stesso soggiorno
un marito non ami? Un re non temi?
Oh indegni affetti! Oh vilipendi estremi!

COSTANZA
Misera!

ROBERTO (Qual consiglio!)

GRISELDA
E i sospiri? Ed i pianti? Onesta moglie
non ha cor, non ha voti
che per lo sposo. All'onor suo fa macchia
anche l'ombra leggiera,
anche il pensier fugace.
Saprallo il re. L'offende
chi le gravi onte sue simula, e tace.

Scena terza

Gualtiero, e detti.

GUALTIERO
Griselda.

COSTANZA (Il re!)

ROBERTO
(Son morto.)

GUALTIERO
Perche tu si sdegnosa? E voi, bell'alme,
perche confuse?

GRISELDA
(E dovro dirlo?)

GUALTIERO
Esponi.

GRISELDA Non m'astringer te n' priego
a ridir cio che vidi.
GUALTIERO Corrado il dica.
Tu, se parli o se taci, ogn'or m'offendi.
CORRADO Signore, in brevi accenti il tutto intendi.
COSTANZA (Non v'e piu speme.)

ROBERTO
(O sorte!)

CORRADO
Roberto e la tua sposa
in questo loco or ora
favellando d'amor facean dimora.


Atto terzo
Griselda


GUALTIERO
E percio d'ira accesa?

CORRADO
Forse che l'alta offesa
dell'onor tuo le accese in sen lo sdegno.


GUALTIERO
Ben si vede, che nata
sai fra i boschi, o vil donna.
E che? Ti trassi
di la perche tu vegli
sugl'affari reali? Eh ti rammenta
ch'altra e la regia sposa e tu si serva?
Oblia qual fosti e le sue leggi osserva.

GRISELDA
Quel zelo...

GUALTIERO Io non te 'l chiedo.

GRISELDA
Io rispetto...

GUALTIERO Lo devi alla real consorte.

GRISELDA
L'onor tuo...

GUALTIERO Chi t'elesse del talamo custode?
Che ti cal se Costanza
abbia piu d'un amante?
Che divida il suo cuor? Ch'ami a sua voglia,

o Roberto, o Gualtier? Verun tormento
deve questo a te dar, s'io son contento.
Udisti?
GRISELDA Udii.

ROBERTO
(Che sento!)

GUALTIERO
Ti sovvenga il suo grado.

GRISELDA
E di regina.

GUALTIERO
Il tuo uffizio?

GRISELDA
E di ancella.

GUALTIERO E se talor per altri arder la miri?
GRISELDA Cieche avro le pupille.

GUALTIERO
Se sospirar la senti?

GRISELDA
Sordo l'udito.

GUALTIERO
E se fia ch'a Roberto
anco sugl'occhi tuoi
scopra talor dell'amor suo le faci,
non trasgredir le leggi; e servi, e taci.

GRISELDA
Numi, qual legge e questa?
A qual tormento condannata son io?
Chi vide mai dolor simile al mio?


GRISELDA

Son infelice tanto
che non mi basta il pianto
a dileguar mie pene.
La morte chi mi dona?
Che sol quest'alma afflitta
morte puo consolar.

Se veggo il mio crudele
tradir da un infedele
tacer dovro? Perche?
Un anima sincera
non sa dissimular.

Scena quarta

Gualtiero, Roberto, Costanza.

ROBERTO
(Temo.)

COSTANZA (Pavento.)

GUALTIERO Eh, non estingua adesso
fredda tema importuna i vostri ardori.
Perdono al genio, ed all'eta perdono.

COSTANZA
Perdono io non vorrei, se offeso avessi
l'onor tuo, l'onor mio.

ROBERTO
Un volontario esilio
quindi prendea.


GUALTIERO Tacete.
Che piu del vostro amore
la discolpa m'offende.
Col non amar Roberto
rea saresti, o Costanza, e tu piu reo,
se da lei ti dividi.
Proseguite ad amarvi, e siate fidi.

(parte)

ROBERTO
(Non m'inganno?)

COSTANZA
(Lo credo?)

CORRADO
Ormai scacciate
l'importuno timore.


ROBERTO
Addio Costanza,
ritornami nel sen, dolce speranza.



GUALTIERO

OTTONE
GUALTIERO
OTTONE

ROBERTO

Moribonda quest'alma dolente
va cercando dal seno l'uscita
ma un bel raggio di speme lucente
mi prolunga nel seno la vita:
forse il fatto cangiar si potra.

Mio bel sol, se per te lacrimai,
tu lo sai. La speranza mi dice
che felice il mio cor ridera.

(parte con Corrado)

Scena quinta


Costanza sola.

Posso Roberto amar? E me l'impone
Gualtiero istesso? I miei timori adunque
furo vani fin ora. I miei sospiri
furono ingiusti. Ah! da me lungi andate,
dal passato mio duol memorie odiate.

COSTANZA

Ombre vane, vani orrori,
che agitate l'alma mia
le mie pene, i miei timori
dileguate per pieta.

Sento (oh dio) che piu non posso
sopportar cotanti affanni.
Deh, cangiate, astri tiranni,
l'empia vostra crudelta.

Scena sesta


Gualtiero, poi Ottone.

L'empio s'ascolti. Forse
dall'amor di costui preser fomento
le pubbliche querele.

Al regio piede...
Sorgi, libero parla: ami Griselda?
Non niego, amor fu solo

ch'a rapirla m'indusse.

GUALTIERO Ne del real mio sdegno
ti trattenne il timore?
OTTONE E un tuo rifiuto.
GUALTIERO Di te, degl'avi al sangue
sparso a pro del mio regno io dono il fallo
OTTONE Signor, una, ch'un tempo
fu regina, e tua moglie e scorno tuo
ch'erri fra monti, e boschi.
GUALTIERO T'intendo. Ottone il giuro
sulla mia fede: allora
ch'io mi sposi a Costanza avrai Griselda.
OTTONE Oh dono! Oh gioia! al regio pie prostrato
lascia...
GUALTIERO No, prima attendi
che la grazia s'adempia, e poi la rendi.
Va' mi precedi al loco
destinato alle nozze; ivi vedrai
la nuova sposa, ch'al mio trono alzai.
OTTONE
Dopo un'orrida tempesta
splende chiaro il ciel sereno
che disgombra il nostro seno
dell'affanno, e del timor.
Cosi suole la fortuna
ristorare i danni suoi
vicendevoli con noi
alternando il suo rigor.
Scena settima
Gualtiero.
Soffri Griselda ancora
sin che giunga per te giorno felice.
Soffri... ma gia nel core
i rimproveri tuoi, le tue querele
m'appellano a ragionar sposo crudele.

GUALTIERO

Sento, che l'alma teme
e pur non so di che
non so se sia timore
se sia pena, se amore
se sia pieta, se speme.
Ah cieli, e che cos'e?

Cinto da mille affanni
non trovo loco, o pace
temo di frodi, e inganni
e l'alma ognor si sface
e pur non so perche.

Scena ottava

Atrio maestoso nella reggia destinato alle nozze.
Griselda, Popolo.

GRISELDA
Ministri accelerate
l'apparato, e la pompa, in di si lieto
esultino i vassalli, e piu giuliva
del suo signor senta la reggia i voti.
E legge del mio re, ch'io stessa affretti
e renda piu superba
delle tragedie mie la scena acerba.


Scena ultima

Tutti.

GUALTIERO Griselda.

GRISELDA Altro non manca,
che il sovrano tuo impero.
GUALTIERO Impaziente
e un amor tutto foco.
GRISELDA Anche Griselda amasti!
GUALTIERO La tua vilta le chiare fiamme estinte.
GRISELDA Per l'illustre tua sposa ardano eterne.

COSTANZA
(O bontade!)

ROBERTO
(O virtude!)


GUALTIERO
(Il cor si spezza.)

CORRADO
Che piu chiedi?

(a Gualtiero)

GUALTIERO L'estrema
prova di sua fermezza. Otton!


OTTONE Mio sire.

GUALTIERO Ti avanza, e tu, Griselda

GRISELDA
Ubbidisco. (Che fia?)

GUALTIERO
Assai soffristi; e degno
di premio il tuo coraggio, e n'ho pietade
piu non sara Griselda
pastorella ne' boschi, o ancella in corte.
Ma...


GRISELDA Che?

GUALTIERO (Cor mio, che tenti?)

GRISELDA
Signor...

GUALTIERO
Del fido Ottone sarai consorte.

OTTONE (Gioie non m'uccidete!)

GRISELDA
Io d'Ottone? Ch'ancora
del sangue d'Everardo
ha fumante la spada?


GUALTIERO
Ela.

CORRADO
T'accosta.

(ad una guardia che conduce Everardo)

GUALTIERO
Eccoti vivo il figlio.

GRISELDA
O figlio, o dolce
conforto del mio core.


GUALTIERO
Sol d'Ottone all'amore.
Devi si cara vita; egli dovea
ucciderlo, e nol fece,
perche troppo t'amo; giusta mercede
or della sua pieta sia la tua fede.


GRISELDA
Ah! mio sire...

GUALTIERO Ubbidisci.
Te 'l comanda il tuo re.


GRISELDA
Mio re, mio nume,
mio sposo un tempo, e mio diletto ancora,
se de' tuoi cenni ogn'ora
legge mi feci, il sai; dillo tu stesso:
popoli, il dite voi, voi, che 'l vedeste.
Ma, ch'io d'Otton sia sposa? E questo
il caro ben, che solo
libero dal tuo impero io m'ho serbato:
tua vissi e tua morro, sposo adorato.


GUALTIERO (Lacrime, non uscite.) Ormai risolvi:

o di Ottone o di morte.
GRISELDA
Morte, morte, o signor. Servi, custodi,
ne' tormenti inasprite
la morte mia. La gloria
chi avra di voi del primo colpo? Ah sposo!
Alla tua mano il chiedo,
e prostrata lo chiedo.
Fa' ch'io vada agl'elisi,
con l'onor di tua fede, e ch'ivi additi
le tue belle ferite
opra gia de' tuoi lumi, or del tuo braccio.

GUALTIERO Non piu, cor mio, non piu. Sposa t'abbraccio.

OTTONE
(Misero Otton!)

GUALTIERO
Popoli, che rei siete

del cielo, e del re vostro, ormai vedete

qual regina ho a voi scelta, e me qual moglie.

OTTONE
Mio re sol'e mia colpa
il pubblico delitto,
ecco perdon ti chiedo.


GUALTIERO Il tuo dolor mi basta, e te 'l concedo.

COSTANZA
(Nobil pieta!)

ROBERTO
(Che spero?)

GUALTIERO Ma tu taci, o Griselda?

GRISELDA
Te 'l confesso: mi e pena
di Costanza la sorte. Ella era degna
di te.


GUALTIERO Sposa del padre e la mia figlia?

GRISELDA E Come?
COSTANZA

GUALTIERO Il dica Corrado.

CORRADO
Si, Costanza e la tua prole
che piangesti trafitta.


GRISELDA Oh figlia!

COSTANZA Oh madre!

GRISELDA Ben me 'l predisse il core, e non l'intesi.
GUALTIERO Tu l'amor di Costanza,
ch'ora in sposa ti dono
tutto non m'involar, Roberto amato.
ROBERTO Il tuo dono, o gran re, mi fa beato.
GUALTIERO Meco ormai riedi, o cara,
sulla real mia sede.
OTTONE E sia Everardo il tuo, ma tardo erede.

CORO

Imeneo, che se' d'amore

dolce ardor, nodo immortale

della coppia alma reale

stringi l'alma, annoda il core.


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Atto primo

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2 Sinfonia - Andante 2:16 5.18 Mb 320 Kbps 0.10 $
 
3 Sinfonia - Minuetto 0:40 1.52 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
4 Atto I - Scena 1 - (Gualtiero) Recitativo - Questo, o popoli 0:51 1.95 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
5 Atto I - Scena 2 - (Griselda, Gualtiero) Recitativo - Eccoti, sire, innanzi 4:32 10.38 Mb 320 Kbps 0.21 $
 
6 Atto I - Scena 3 - (Ottone, Griselda, Gualtiero) Recitativo - Signor, or ora al porta 0:39 1.49 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
7 Atto I - Scena 3 - (Gualtiero) Aria - Se ria procella sorge dall' onde 5:31 12.63 Mb 320 Kbps 0.25 $
 
8 Atto I - Scena 4 - (Griselda, Ottone) Recitativo - Ecco il tempo, in ciu l'alma 2:04 4.73 Mb 320 Kbps 0.09 $
 
9 Atto I - Scena 4 - (Griselda) Aria - Brami le mie catene 2:52 6.56 Mb 320 Kbps 0.13 $
 
10 Atto I - Scena 5 - (Ottone) Recitativo - Troppo avvezza e Griselda 0:39 1.49 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
11 Atto I - Scena 5 - (Ottone) Aria - Vede orgogliosa l'onda 8:23 19.20 Mb 320 Kbps 0.38 $
 
12 Atto I - Scena 6 - (Roberto, Costanza) Recitativo - Costanza, eccoti in porto 2:52 6.57 Mb 320 Kbps 0.13 $
 
13 Atto I - Scena 7 - (Gualtiero, Corrado, Roberto, Costanza) Recitativo - L'arcano in te racchiudi 1:28 3.38 Mb 320 Kbps 0.07 $
 
14 Atto I - Scena 7 - (Costanza) Aria - Ritorno a lusingarmi 6:12 14.21 Mb 320 Kbps 0.28 $
 
15 Atto I - Scena 8 - (Roberto, Corrado) Recitativo - German, se avevi a tormi 1:04 2.44 Mb 320 Kbps 0.05 $
 
16 Atto I - Scena 8 - (Roberto) Aria - Estinguere vorrei la fiamma ond'io sospiro 5:31 12.65 Mb 320 Kbps 0.25 $
 
17 Atto I - Scena 9 - (Corrado, Griselda) Recitativo - Infelice Roberto ancor non sa 0:59 2.25 Mb 320 Kbps 0.05 $
 
18 Atto I - Scena 10 - (Griselda, Corrado, Ottone) Recitativo - Misera in quante guise 1:33 3.54 Mb 320 Kbps 0.07 $
 
19 Atto I - Scena 11 - (Griselda, Corrado) Recitativo - Ferma, t'arresta rendimi il figlio 0:27 1.04 Mb 320 Kbps 0.02 $
 
20 Atto I - Scena 11 - (Corrado) Aria - Alle minacce di fiera belva 3:38 8.31 Mb 320 Kbps 0.17 $
 
21 Atto I - Scena 12 - (Griselda) Recitativo - Infelice Griselda! 0:49 1.86 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
22 Atto I - Scena 12 - (Griselda) Aria - Ho il cor gia lacero da mille affanni 3:50 8.76 Mb 320 Kbps 0.18 $
 

Atto secondo

1 Atto II - Scena 1 - (Corrado, Costanza) Recitativo - Dimmi, come amorosa 1:10 2.65 Mb 320 Kbps 0.05 $
 
2 Atto II - Scena 1 - (Corrado) Aria - La rondinella amante 3:41 8.43 Mb 320 Kbps 0.17 $
 
3 Atto II - Scene 2 - (Costanza, Roberto) Recitativo - Pria che d'amar ti lasci 1:13 2.80 Mb 320 Kbps 0.06 $
 
4 Atto II - Scene 2 - (Costanza) Aria - Agitata da due venti 5:22 12.28 Mb 320 Kbps 0.25 $
 
5 Atto II - Scene 3 - (Roberto) Recitativo - E nel cuor di Costanza 0:45 1.71 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
6 Atto II - Scene 3 - (Roberto) Aria - Dal tribunal d'amore 5:37 12.85 Mb 320 Kbps 0.26 $
 
7 Atto II - Scene 4 - (Griselda) Recitativo - Andiam, Griselda, andiamo 0:33 1.24 Mb 320 Kbps 0.02 $
 
8 Atto II - Scene 5 - (Ottone, Griselda, Corrado) Recitativo - Ferma Griselda 2:37 6.00 Mb 320 Kbps 0.12 $
 
9 Atto II - Scene 5 - (Ottone, Griselda, Corrado) Recitativo Accompagnato - Oh d'un seno infelice 2:55 6.67 Mb 320 Kbps 0.13 $
 
10 Atto II - Scene 5 - (Griselda) Aria - No, non tanta crudelta 3:22 7.70 Mb 320 Kbps 0.15 $
 
11 Atto II - Scene 6 - (Ottone, Corrado) Recitativo - Sprezzami quanto sai, vedrai, superba 0:28 1.08 Mb 320 Kbps 0.02 $
 
12 Atto II - Scene 7 - (Ottone) Recitativo - Perdonami, Griselda 0:40 1.53 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
13 Atto II - Scene 7 - (Ottone) Aria - Scocca dardi l'altero tuo ciglio 6:44 15.40 Mb 320 Kbps 0.31 $
 
14 Atto II - Scene 7 - (Costanza, Roberto) Recitativo - Fuggi. Perche. Non posso 0:46 1.75 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
15 Atto II - Scene 7 - (Roberto) Aria - Che legge tiranna 2:41 6.15 Mb 320 Kbps 0.12 $
 
16 Atto II - Scene 8 - (Griselda) Recitativo - E deliquio di core 0:36 1.37 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
17 Atto II - Scene 8 - (Griselda) Aria - Sonno, se pur sei sonno 1:09 2.64 Mb 320 Kbps 0.05 $
 
18 Atto II - Scene 9 - (Costanza, Griselda) Recitativo - Sola sebben mi lasci, non rimango 2:28 5.66 Mb 320 Kbps 0.11 $
 
19 Atto II - Scene 10 - (Gualtiero, Costanza, Griselda) Recitativo - De' tuoi bei sguardi, o cara, indegno e troppo 1:43 3.91 Mb 320 Kbps 0.08 $
 
20 Atto II - Scene 11 - (Corrado. Gualtiero, Costanza, Griselda) Recitativo - Avvisato che Otton ver questa parte 0:59 2.25 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
21 Atto II - Scene 11 - (Gualtiero) Aria - Tu vorresti col tou pianto 7:07 16.28 Mb 320 Kbps 0.33 $
 
22 Atto II - Scene 12 - (Griselda, Ottone) Recitativo - Ecco Otton. sola, inerme, che far posso 0:56 2.14 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
23 Atto II - Scene 13 - (Gualtiero, Griselda, Ottone) Recitativo - L'impone il re. Sei troppo fido, Ottone 0:42 1.59 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
24 Atto II - Scene 14 - (Griselda, Gualtiero, Costanza) Recitativo - Qual grazie posso 0:29 1.12 Mb 320 Kbps 0.02 $
 
25 Atto II - Scene 14 - (Terzetto) Non piu regina 4:46 10.91 Mb 320 Kbps 0.22 $
 

Atto terzo

1 Atto III - Scena 1 - (Roberto, Costanza) Recitativo - Risoluta e quest'alma 1:25 3.25 Mb 320 Kbps 0.07 $
 
2 Atto III - Scena 2 - (Griselda, Corrado, Roberto, Costanza) Recitativo - E per sempre vi unisca 1:06 2.53 Mb 320 Kbps 0.05 $
 
3 Atto III - Scena 3 - (Gualtiero, Griselda, Corrado, Roberto, Costanza) Recitativo - Griselda. Il re! 2:29 5.70 Mb 320 Kbps 0.11 $
 
4 Atto III - Scena 3 - (Griselda) Aria - Son infelice tanto 3:35 8.22 Mb 320 Kbps 0.16 $
 
5 Atto III - Scena 4 - (Roberto, Costanza, Gualtiero, Corrado) Recitivo - Temo. Pavento. 0:58 2.22 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
6 Atto III - Scena 4 - (Roberto) Aria - Moribonda quest'alma dolente 3:19 7.60 Mb 320 Kbps 0.15 $
 
7 Atto III - Scena 5 - (Costanza) Recitativo - Posso Roberto amar 0:33 1.27 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
8 Atto III - Scena 5 - (Costanza) Aria - Ombre vane, ingiusti orrori 7:41 17.60 Mb 320 Kbps 0.35 $
 
9 Atto III - Scena 6 - (Gualtiero, Ottone) Recitativo - L'empio s'accosti 1:23 3.16 Mb 320 Kbps 0.06 $
 
10 Atto III - Scena 6 - (Ottone) Aria - Dopo un'orrida procella 4:13 9.65 Mb 320 Kbps 0.19 $
 
11 Atto III - Scena 7 - (Gualtiero) Recitativo - Soffri Griselda ancora 0:38 1.46 Mb 320 Kbps 0.03 $
 
12 Atto III - Scena 7 - (Gualtiero) Aria - Sento che l'alma teme 2:28 5.64 Mb 320 Kbps 0.11 $
 
13 Atto III - Scena 8 - (Griselda) Recitativo - Ministri, accelerate 0:32 1.22 Mb 320 Kbps 0.02 $
 
14 Atto III - Scena Ultima - (Tutti) Griselda. Altro non manca 5:04 11.59 Mb 320 Kbps 0.23 $
 
15 Atto III - Scena Ultima - (Coro) Imeneo, che se' d'amore dolce ardor 0:52 1.98 Mb 320 Kbps 0.04 $
 
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